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UN SOGNO ITALIANO

LA RIVOLUZIONE DIGITALE DI MARCO AMIR FATHI


Che società ci può far sognare l’innovazione digitale?
Rimettere al centro della trasformazione tecnologica le relazioni, e cioè ciò che c’è di magico e di umano nella rete, è l’idea leader per cui mi batto da sempre:
i sogni rivoluzionano le realtà consolidate, ci scoprono capaci di avere occhi nuovi anche sul mondo più abituale e familiare.


Marco Amir Fathi
, classe 1985: la mia rivoluzione digitale guarda all’Italia fuori dai suoi tic provinciali, punta a disinnescare gli automatismi di un mercato del lavoro incapace di autocritica. Il digitale sta trasformando radicalmente il nostro contesto produttivo, la mia idea è che a partire dal marketing sia possibile affrontare questa trasformazione senza subirla, convertendo e non rottamando le risorse più anziane, progettando e non semplicemente adeguandosi ai cambiamenti.

Sono nato e cresciuto a Bologna, la storia italo-egiziana della mia famiglia mi ha insegnato la ricchezza che deriva dall’unire nel presente l’umiltà, la speranza e la fiducia nel futuro. Il mio percorso mi ha visto al lavoro fin da giovanissimo mosso dalla passione per il marketing, mi ha portato a diventare co-fondatore e CDO (Chief Digital Officer) di realtà tra le più affermate nel settore digital.

Sognare in grande per me vuol dire ora condividere l’esperienza fatta e arricchirla con chiunque come me accetti la sfida del digitale come rivoluzione innanzitutto del proprio mondo. Folle è chi spera di ottenere risultati diversi facendo sempre le stesse cose, pensando ad esempio di non avere i mezzi per fare altrimenti. Il sogno con cui voglio contagiare le innovatrici e gli innovatori italiani realizza moltissimo con poco; la digitalizzazione è una trasformazione tutta umana che può rivoluzionare la cultura corporate, visualizzando obiettivi comuni a imprese storiche, start-up e a tutti i soggetti che vogliono affrontare attivamente le trasformazioni del mercato del lavoro.

Neanche i consumatori sono mai stati spettatori passivi del mercato, l’idea che ne ereditiamo dal marketing più classico va ribaltata per guardare al mercato come un terreno in cui gli attori sono tutti co-produser, utenti e produttori contemporaneamente, protagonisti in grado di impattare sulla realtà circostante. Quello che ho sperimentato negli anni dà centralità all’ascolto sociale e all’empatia come base della ricerca e dell’azione di mercato: il marketing guida il sogno italiano di una rivoluzione digitale moltiplicando il valore delle reti umane.


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