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Gen 02

Etica prodotti

Occorre diffidare di chi ci propone prodotti per alimentare il nostro ego, poiché questo è il nostro primo idolo. Creiamo una falsa immagine di noi stessi e ci riempiamo di idoli: inseguiamo un progetto, un sogno, un brand.
Per non essere schiavi di ego e bramosia, ascoltiamoci e mettiamoci in gioco, domandandoci: cosa idolatriamo? Prendiamo coscienza del fatto che le cose più importanti non si comprano. Eppure ci sono prodotti che usano sapientemente messaggi di massa per mettere la sessualità al centro dell’ego, che sfruttano i corpi per sedurci. Senza che ce ne rendiamo conto, fanno leva sulle nostre debolezze, sulle emozioni e sui sentimenti, quando il corpo e gli affetti non sono merce in vetrina. Certa pubblicità manipolativa, a volte ostentatamente pornografica, oltrepassa i confini del buongusto e del rispetto verso le persone. Il marketing crea false promesse, con un atto inautentico usa i corpi per secondi fini: attirarci, eccitarci, spaventarci all’idea dell’invecchiamento e della decadenza fisica.
Fermiamoci a chiederci: quando non siamo autentici? Quando il nostro comportamento è disgiunto dal senso. Ricordiamo l’ultima volta in cui abbiamo agito coerentemente alla maschera che indossiamo, ma tradendo il nostro spirito più profondo? Compiere atti non autentici nasconde solo mancanza di amore. Ci illudiamo che l’amore sia solo narcisismo ed esibizionismo: prestazione e fisico. Allora ci accontentiamo, cercando nel prodotto soddisfazione, sazietà e appagamento rispetto a un senso di vuoto. Ci siamo liberati dei tabù al punto che a volte usiamo il corpo senza senso e confondiamo la libertà con la distruzione. Ma siamo liberi di scegliere, di agire coerentemente a ciò che veramente sentiamo, non alla maschera.
Riappropriamoci della nostra vita, non lasciamoci agire, decidiamo di realizzarci, ascoltiamoci con attenzione per non essere schiavi.

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