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Mag 03

La “nuova”​ era del marketing? pt.3

Ultima parte

…Mi verrebbe quasi da dire che il marketing non lo senti, lo fai, lo vivi.

Per arrivare a delle soluzioni non bisogna chiedere, bisogna riuscire a trovare le proprie strade per raggiungere le proprie finalità e in maniera disinteressata condividere anche quelli che sono stati gli sforzi per trovare queste soluzioni.

Quindi, ecco, posso dire che se siete marketer questo è il momento. Il risveglio aspetta anche voi, aspetta anche me.

Quindi dobbiamo eliminare le abitudini, dobbiamo toglierci di dosso le abitudini che cementano queste sicurezze che non portano da nessuna parte. E dobbiamo metterci nuovi abiti. Dobbiamo accettare il fatto che dobbiamo fare molta ricerca, affrontare molto studio, molto sacrificio, e che non esistono soluzioni.

Dobbiamo tenere lontani da noi i tuttologi, i ciarlatani, i presuntuosi, e dobbiamo avere la pazienza di supportarli per portarli sulla strada giusta.

Quindi il risveglio del marketing sta aspettando anche voi.

L’importante è fare il primo passo perché abbiamo capito che il passato non ci basta, abbiamo capito che l’impalcatura da dove arriviamo non ci basta, abbiamo capito che è un momento difficile nel quale dobbiamo approfondire molte tematiche in piena autonomia e in piena indipendenza intellettuale.

Dobbiamo lasciare le nostre origini di marketer, senza staccarci totalmente dal passato, ma trovando le giuste distanze.

…Penso anche ad una cosa. Che nel futuro degli uomini di marketing, nel futuro di coloro che raccoglieranno questa sfida, la letteratura, la psicologia, la letteratura marketing certamente serviranno per dare delle risposte per tenere in piedi una strategia, ma penso che vi sia molto di più.

Credo che vi sia un futuro dove alcune cose dovranno essere fatte, al di là della misurazione o della prevedibilità, perché è giusto farle.

Quindi diamo la possibilità, dai tu lettore la possibilità a questa nuova era, a questo nuovo risveglio, di entrare, chiediglielo.

E dimentichiamoci totalmente gli idoli e ricordiamo sempre che non tutto è giusto e razionale.

..Abbiamo tanti esempi come l’arte, l’artista.

All’inizio di un’opera sembra quasi che l’artista faccia cose prive di senso e soltanto alla fine della sua ultima pennellata, alla fine del suo ultimo tocco d’artista, capiamo e iniziamo a capire. Capisci che c’è qualcosa che ti entra nel profondo, che c’è una sorta di verità che ti incuriosisce. E poi inizi a capire. E tante volte comprendi l’opera anche a distanza di anni dopo averla vista.

A volte vi è solo una comunicabilità, vi è solo una contemplazione che non si può analizzare con la ragione dei dati ed è a questo che viene chiamato il nuovo marketer del futuro. A far sì anche che non gli possano dire di essere una macchina, un automa, di poter essere rapidamente sostituito da un robot o da una macchina del domani.

I nuovi marketer saranno degli artisti dall’efficacia straordinaria, ma anche dalla consapevolezza di quello che sono e del loro potenziale.

A volte queste cose si capiscono non attraverso eventi straordinari che richiamano l’attenzione in massa delle persone, a volte bastano piccole scintille, che piano piano si accendono, si sviluppano e diventano dei falò.

A volte capisci che questo momento arriva da una leggera brezza e non da un tuono che riecheggia contemporaneamente su tutti i cieli del creato.

Vorrei anche dire a tutti i marketer che si stanno affannando a risolvere quesiti irrisolvibili, che questo non è compito del marketer. Ad esempio cercare di misurare qualunque cosa costantemente. Perché è un po’ come cercare di tappare solo alcuni buchi di un setaccio sperando che non perda, è come cercare di ricucire un vestito che continua a strapparsi. Alla fine ci si accorge che dopo averlo cucito e ricucito si ha un vestito pieno di toppe, tutto rattoppato ed è un vestito che a malapena ci può stare addosso.

Quindi quando vi trovate di fronte a qualcosa di completamente irrisolvibile e inutile non dovete cercare necessariamente una soluzione, ma dedicatevi piuttosto agli obiettivi e al dovere di un marketer moderno.

Anche perché altrimenti si rischia di finire nel circolo dell’abitudine. Ci si abitua a ripetere le stesse cose nella gabbia della nostra mente, nelle routine, nei nostri recinti mentali. Una volta che abbiamo creato un recinto non pensiamo di poter uscire da questo recinto anche laddove vi sarà la possibilità di uscire da questi limiti, le nostre abitudini mentali ce lo impediranno e ci costringeranno a rimanere all’interno.

Quindi marketer del futuro, occupatevi, impegnatevi, mettete tutto il vostro focus in quelle attività che sono in linea con ciò che genera benessere collettivo ed efficacia per l’ impresa e non a quello che serve per ricucire tutti quei buchi inutili.

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