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Mar 11

Progredire è la cosa più impegnativa al mondo

Spesso cambiamo solo la “copertina”​

Quando si parla di innovazione si pensa sempre ai giovani. Un’azienda innovativa sembra, infatti, essere appannaggio solo di persone giovani, che mettono a frutto le proprie idee proponendole al mercato.

Ma nella realtà è proprio così?

La comune idea di innovazione si riferisce normalmente a persone in grado di innovare solo perché anagraficamente giovani, oppure all’esigenza da parte delle aziende di lanciare brand nuovi rispetto a brand già esistenti, ma con le stesse funzioni, con l’unico obiettivo di “svecchiare” e poter dire che la nuova impresa e il nuovo brand sono diversi.

Questa non è innovazione.

Spesso le imprese lanciano un nuovo brand proponendo servizi già esistenti, senza intervenire sul back-end aziendale, sulle persone, sul modo di pensare, sui processi. Questi rimangono, infatti, sempre gli stessi e di fatto non avviene nessun tipo di cambiamento. Il solo scopo è quello di illudere in qualche modo il mercato. Un errore gravissimo.

L’innovazione è conseguenza del progresso e di fatto il progresso avviene attraverso il totale rispetto delle persone e non attraverso i codici etici delle aziende che spesso non vengono letti nemmeno da parte di chi li ha scritti. L’innovazione avviene attraverso la condivisione dei pareri da parte di tutte le persone dell’impresa, attraverso le esperienze e soprattutto attraverso la sperimentazione e la formazione, che sono due tematiche spesso difficili da sviluppare all’interno di un’impresa.

Spesso le aziende pensano che i loro dipendenti si formino autonomamente e molte volte vedono la formazione solo come un costo e tempo sottratto alle attività produttive. La sperimentazione non viene quasi mai fatta, perché sperimentare significa applicarsi e, soprattutto, sacrificarsi.

Anche se l’idea è fondamentalmente quella di promuovere un prodotto, un servizio innovativo, attraverso un nuovo brand o un’estensione di linea aziendale, innovazione non significa proporre nuovi prodotti o servizi in grado intercettare le richieste del mercato.

L’innovazione non è un brand nuovo basato su vecchi processi, l’innovazione non è nemmeno un gruppo di giovani. L’innovazione è qualcosa di molto più articolato, è conseguenza del progresso.

Innovare significa partire dal miglioramento dei processi non visibili all’interno di un’azienda, dei processi interni, del modo di operare. Queste sono le prime cose da innovare prima di creare prodotti innovativi.

Innovare il modo di pensare un’azienda significa che non dobbiamo più soltanto pensare allo sviluppo di nuovi processi, quindi all’efficientamento, ma che dobbiamo riconoscere nell’altro un valore di pensiero, riconoscere ciò che ha fatto, valorizzando senza narcisismo il contributo di tutti. Significa evitare di “rinchiudere” le persone in categorie, dalle quali non riuscirebbero più a uscirne con la conseguenza di essere considerate incapaci di fare qualcosa al di là della categoria con la quale sono state etichettate. Innovare significa iniziare a considerare il vero valore delle persone al di là dell’età anagrafica e dell’etnia, quindi valorizzarle a prescindere dalla loro origine attribuendo loro responsabilità, senza paura che i clienti possano avere dei pregiudizi, senza considerare che

determinati lavori possano essere svolti meglio da persone di un orientamento piuttosto che di un altro.

L’innovazione parte dal progresso e il progresso parte da un miglioramento collettivo molto più importante e difficile rispetto allo sviluppo di un nuovo apparato IT o di un nuovo software.

Le persone che hanno cambiato il mondo non sono partite dal prodotto. Sono partite dal rivoluzionare il modo di operare, il come operare, sono partite dal rispetto e dal modo di agire delle proprie strutture.

La mia visione di innovazione parte dunque innanzitutto dal progresso civile.

Siamo disposti ad accettare nuove persone, nuovi modi di fare e di vivere internamente alle aziende prima ancora di promuovere prodotti innovativi al mercato?

Voi cosa ne pensate?

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