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Giu 22

Società illustrata

Questo progetto coinvolge una grande comunità di psicologi, sociologi e antropologi i quali commentano le illustrazioni che vogliono essere spunti per identificare i nuovi comportamenti della società moderna, come essa sia stata influenzata e cosa potrebbe accadere nel vicino presente.

I professionisti commentano le illustrazioni indicando il loro nome e cognome, aggiungendo significati ed esperienze personali.

L’ultima

Questa illustrazione pone il tema della sostituzione dello spirito e del divino nella società moderna, che viene rappresentata dalla “nuova religione”.

Disconnessione delle persone da se stessi e dagli altri tramite l’uso della tecnologia, la quale, in questa illustrazione viene contemplata dai fondatori di una religione oggi “dimenticata” dai più nella tradizione e nei contenuti.

Forse è così che questa potente immagine viene ridisegnata e immaginata oggi nelle menti delle masse, e dietro ai 12 e  il loro maestro vi è il simbolo del potere ( l’Occhio ) che ha la visuale per guardare con distacco cosa avviene e cosa avverrà, egli è sia promotore che osservatore.

Gabbia della libertà

Nelle nuove organizzazioni abbiamo conquistato l’idea di libertà, idea o illusione? Questa illusione da dove passa? Da uno schermo, da un like, tweet che come polli esterniamo ripetutamente.

Quanta libertà abbiamo conquistato in questa nuova era se i nostri occhi sono perennemente puntanti su un video, grande o piccolo, se come in una batteria da macello siamo distaccati dagli altri connessi e nutriti da un mondo di interazioni virtuali.

Eppure non guardiamo la vastità del cielo sopra di noi, eppure le grate della prigione ormai familiare non ci danno fastidio, eppure ci riteniamo tutti differenti, unici, “sopratutto” virtuosi cercando di esprimere queste caratteristiche nell’immagine che proponiamo agli altri, eppure abbiamo accostato la parola simili a monotoni o inutili è la società della differenza collettiva che rinnega ciò che ci accomuna

… Più che virtuosi, virtuali…

Era un gigante

Alcuni ruoli nel mondo del lavoro moderno sono stati stravolti, i giganti sono diventati nani e i nani sono diventati giganti.

Prendiamo ad esempio il ruolo del venditore, in questa illustrazione immaginato e disegnato come il nano addobbato con la classica divisa da lavoro, egli oggi non si riconosce, a volte si sente umiliato, molti di essi non riescono ad aggiornarsi, pur volendolo, altri aspettano che il passato torni e assieme ad esso tornino i giorni di sfarzo e di conquiste… Speranze per chi non ha altro.

Eppure ci sono anche coloro che qualunque sia la loro qualifica lavorativa, hanno capito che per il moderno che c’è vi è solamente una strada, la cooperazione, la collaborazione, null’altro, e di rivedere il mondo dell’azienda non come luogo di conflitto e di competizione ma di sviluppo collettivo.

Maschera: -ti tolgo o ti metto?

Capire se stiamo togliendo o se stiamo per metterci una ennesima maschera è diventata una sfida per pochi.

Siamo passati dall’idolatria dei marchi blasonati, solo perchè irraggiungibili economicamente, al loro quasi disprezzo e non per coscienza ma perchè di moda, “perchè dicono che lo fanno tutti”.

Siamo passati dalla paura di mostrare la nostra maschera individuale, alla sfida nel metterne una uguale per tutti che mostrasse tutte le caratteristiche virtuose che volevamo rappresentare come individui.

Nell’epoca moderna ogni generazione viene finemente frammentata ed etichettata, viene rappresentata con confini e limiti ai quali loro stessi crederanno di appartenere e di conseguenza si comporteranno…

Cosa ci rimane per combattere lo status quo? Mettere una maschera unica, che spesso è creata proprio da chi vuole il controllo collettivo, oppure toglierci più maschere possibili?

Una normale bilancia

Nelle nuove organizzazioni sempre di più il gap tecnologico ed economico si assottiglia, e quindi cosa permette di affrontare le sfide della società moderna e quindi del business moderno?

In questa illustrazione poniamo l’attenzione sul peso che hanno le persone, le idee che fioriscono in modo organizzato e quanto sia importante la visione, ( cannocchiale ) che le imprese devono avere e spesso non è più il ruolo di un singolo ma di una collettività.

E se questo confronto fosse pesato e confrontato con la misura che fino a oggi è stato il prezioso contraltare, cioè i soldi, l’unica e principale forza per muovere un’impresa, cosa accadrebbe?

Di certo il denaro è pesante e suonante, ma un’organizzazione che basa la sua anima solo su questo, cosa mai proietterà nel delicato equilibrio del pianeta e come plasmerà le menti degli imprenditori che a loro volta trasformano i frutti dell’impresa e la stessa come il prolungamento dei loro pensieri?

A vedere i danni e i benefici delle due parti la bilancia sembrerebbe indicarci la strada da seguire.

Punti di vista inaspettati

Non bastiamo.

In una società così complessa, non dobbiamo aver paura di chiedere, di domandare, di accettare, di accogliere punti di vista anche da coloro che non sono responsabili di una determinata area di competenza, non possiamo aver paura di coinvolgere.

Non possiamo aver paura di essere “scavalcati” non possiamo aver paura di ammettere che un’idea, una proposta arrivata da altri sia migliore della nostra, anche se tratta la nostra area di competenza, non possiamo più permetterci di avere paura.

In una società così complessa anche le decisioni all’interno delle aziende devono ascoltare più voci e cercare punti di vista che non ci immaginavamo.

La verità non c’è, pertanto vedere i nostri punti di vista sottosopra, al contrario , o dai punti di vista degli altri è diventato obbligatorio, necessario a tutti i livelli e sta diventando il più grande vantaggio competitivo per le organizzazioni rispetto alla concorrenza.

Non cerchiamo di ingabbiare o sfruttare questa necessità perché oltre che generare frustrazione ben presto ci farebbe ritrovare al buio.

è una storia sbagliata…

In questa illustrazione esaminiamo due visioni del mondo, P.Pasolini e quella di Steve Jobs in chiave moderna per trarne uno spunto rispetto agli esiti delle moderne organizzazioni.

Pasolini : Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati.

Jobs: Siate affamati, siate folli

Le domande che vi pongo sono:

cos’è l’innovazione per le masse? Cos’è l’innovazione per voi?

Ringrazio tutti i professionisti per i loro commenti, ricordo di inserire prima di ogni commento il proprio nome, cognome qualifica professionale e il titolo della illustrazione alla quale si fa riferimento nel commento.

Quando il progetto arriverà a circa 50 illustrazioni sarà pubblicato e condiviso gratuitamente.

Ci si augura che questo progetto collettivo che coinvolge otre 50 professionisti in tutta Italia, comunità che sta crescendo, possa aiutare nel far luce sugli aspetti di decodifica della società moderna.

Ogni commento sarà approvato dal moderatore dei contenuti, è importante che abbia i criteri sopra indicati : nome e cognome, qualifica, titolo della illustrazione alla quale si fa riferimento.

Le illustrazioni future saranno suggerite direttamente dalla comunità di esperti.

Grazie della collaborazione.

5 Comments

  1. Elena Gregorio
    Luglio 8, 2019 at 10:58 pm · Rispondi

    Buona sera, mi interessa il progetto e attendo istruzioni per commentare le immagini. Grazie.

    • admin
      Luglio 9, 2019 at 8:20 am · Rispondi

      Grazie

  2. admin
    Luglio 9, 2019 at 8:14 am · Rispondi

    Ciao Elena Gregorio. basta che indichi l’illustrazione alla quale fai il commento e scrivi la tua opinione da professionista, ci teniamo molto.
    Ho visto che hai lasciato la tua email ti scrivo tra un paio di giorni in privato così se sei interessata ci dici cosa ne pensi e quali aspetti vorresti fossero illustrati e commentati da altri professionisti. Grazie ancora

  3. vincenzo cesario
    Luglio 16, 2019 at 1:52 pm · Rispondi

    Provo a commentare “L’Ultima” in cui mi sembra di capire che, nell’illustrazioni, il concetto di religione venga rappresentato in senso lato e non inteso in modo specifico come culto. Nella società contemporanea l’idea di religione viene percepita con maggiore distacco rispetto al passato, ma vissuta allo stesso modo più nella forma che non nei contenuti. Così come in epoche passate la religione veniva impiegata come elemento identitario e fonte di conflitti anche molto cruenti tra popoli, quest’oggi continua ad essere utilizzata strumentalmente (vedi riscoperta del crocifisso e presepe) con l’intento di discriminare e non di unire; non dimentichiamo le guerre di religione delle epoche passate, oggi ciò accade di meno nonostante la realtà percepita indichi le cose in modo diverso. In definitiva non si rilevano significativi cambiamenti, tra passato e presente, circa il modo di percepire ed esprimere la religiosità, forse oggi attraverso l’evoluzione dell’informazione ( o, in base ai punti di vista, della cattiva informazione) è stato ulteriormente ridimensionato, se non addirittura andato perduto, il ruolo di guida esistenziale e spirituale della religione: una volta ci si rivolgeva ai preti o ai frati per ricevere consigli e insegnamenti di vita, oggi ciò accade sempre di meno, anche perché si ritiene che cliccando su google o wikipedia saremo in grado di conoscere quello di cui abbiamo bisogno. L’aspetto su cui proporre una approfondita riflessione è che contro il potere dell’economia di mercato, del consumismo e del degrado dei costumi, elementi piuttosto tipici della società contemporanea, la religione ( di qualsiasi orientamento) sembra essere impotente nel richiamare verso modelli più profondi e finalizzati alla conservazione della specie come la pace, la fratellanza, l’inclusione. La religione dunque come valore formale e non di contenuti, ma questo non è tipico della società contemporanea, che avesse ragione Thomas Hobbes ?

  4. Guido D'Acuti
    Agosto 10, 2019 at 7:00 am · Rispondi

    Puni di vista inaspettati.

    Ogni giorno nella mia pratica lavorativa, ma anche nella vita di tutti i giorni, mi sforzo di ascoltare le persone che mi circondano e di valutare ogni cosa che mi viene detta o proposta.
    E’ sicuramente difficile, spesso mi sento spinto ad agire quasi in maniera automatica, tralasciando i particolari e senza considerare quello che mi circonda. Tuttavia l’attenzione ai colleghi, ai collaboratori, agli stagisti e alle persone care, credo faccia veramente la differenza. Lavorare costantemente sulle relazioni interpersonali rende la pratica lavorativa e la vita privata, realmente significative e foriere di successo.
    In molte situazioni la paura ci porta ad evitare gli altri e a metterci in discussione, proprio per il timore di sbagliare, di essere giudicati o di non sentirci all’altezza delle situazioni. Solamente affrontando la paura possiamo trasformarla in coraggio. La carta vincente è quella di imparare ad #ascoltare le altre persone a 360 gradi, senza pregiudizi, in maniera attiva. L’ascolto attivo è una tecnica di comunicazione che permette di relazionarci con efficacia con il capo, i colleghi, i collaboratori, mostrando interesse, favorendo il dialogo, sviluppando e considerando ogni possibilità, superando le barriere psicologiche.
    Il successo individuale è spesso il risultato del successo del team di lavoro, dobbiamo ricordare che solo attraverso il lavoro di squadra è possibile raggiungere grandi traguardi.
    Vorrei lasciarvi con una provocazione, sotto forma di domanda, alla quale provare a rispondere. Mi piacerebbe che provaste a chiedervi: “Se volessi peggiorare il mio modo di non ascoltare le altre persone, le loro idee, pensieri e proposte, cosa dovrei fare oppure non fare, pensare oppure non pensare, se volontariamente volessi continuare a rimanere in trappola chiuso nella mia torre d’avorio?”

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