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La “nuova”​ era del marketing ?

L’importanza dei maestri – seconda parte

E’ importante che mettiamo al centro di tutto il fatto che tutti hanno una personalità, che quello che ci entra nelle orecchie non può contaminare quello che c’è all’interno del cuore, ma al massimo quello che c’è nella pancia.

In qualche modo questi tempi richiedono di disobbedire al proprio Dna.

Le persone stanno palesando il fatto di rispondere in maniera differente alle azioni di manipolazione marketing rispetto a quello che ci si potrebbe immaginare, alcuni elementi che portano a questi differenti risposte sono per esempio il contesto nel quale sono cresciute le persone/target, la loro fisicità, i gusti che hanno ecc.

Vorrei mettere l’accento anche su un fatto che è legato al progresso.

E’ come se potessimo dividere il progresso in due tempi, come se vi fosse stato un tempo in cui il progresso era spinto da una finalità più alta, tanto da aver creato un vero e proprio progresso per l’individuo e dove l’innovazione e il progresso più o meno andavano di pari passo.

Adesso invece possiamo parlare di un secondo tempo in cui il progresso, quindi il progredire e l’innovazione, in realtà sono due cose separate… come se l’innovazione che stiamo vedendo attorno a noi nel marketing e nell’innovazione digitale – che sono i campi dei quali mi occupo – non fossero strettamente legati con il progresso dell’individuo o della collettività.

Il nuovo concetto di progresso sembra essere quasi staccato da ciò che è bello, sano e profondo.

E’ un progresso che ha portato avanti un disequilibrio di valori nelle persone, e bisogna fare molta attenzione a questa innovazione staccata dal progresso. Dobbiamo chiederci dove potrà portare.

Dobbiamo capire anche che in molti paesi ci sono stati dei cambiamenti drammatici nella società collettiva, cambiamenti che il più delle volte le persone subiscono senza rendersene conto, pensando che sia una loro libera scelta individuale.

Non esisterà quasi più il caldo nucleo famigliare e dobbiamo constatare anche che intorno a noi esistono sempre più spesso nuovi falsi idoli: il falso idolo digitale, il falso idolo dell’influencer ecc… Non è colpa di chi è protagonista del falso idolo, il falso idolo è un’esigenza che riempie i vuoti delle persone.

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Dobbiamo riuscire a trovare un giusto equilibrio tra il passato e il presente, senza pensare che il passato possa essere la medicina per un presente ampiamente connesso tramite la tecnologia e sconnesso dalla relazione diretta delle persone.

Dobbiamo smetterla di pensare che sia più facile trovare una soluzione grazie alla logica cinica, dobbiamo uscire da una continua ricerca di soluzioni perfette.

Dobbiamo capire che tutto ciò che ci precede e che ci ha preceduto deve rimanere dentro di noi, fortemente dentro di noi, come un’impalcatura, che è memoria del passato, una memoria che ha già affrontato molte dinamiche e molte problematiche e quindi ha trovato anche molte soluzioni che forse potrebbero non essere le soluzioni attuali, ma un punto dal quale ripartire.

E non, al contrario, un passato da dimenticare per ricominciare tutto da capo.

Noi dovremmo trovare il modo di togliere quelle impalcature, dobbiamo ringraziare questo tipo di impalcature che, nel caso del marketing ci hanno spiegato tante cose, sono necessarie, sono state indispensabili per crescere, per diventare dei professionisti del settore, ma dobbiamo andare avanti ricordandoci che i nostri target sono persone e che le persone valgono quanto il marketer che lavora su di esse e che anche noi valiamo quando siamo dall’altra parte della barricata, cioè quando siamo colpiti dal marketing esercitato da altri.

Questo è interessante perché normalmente i marketers pensano di essere invulnerabili ed esenti da qualunque influenza da parte di altri marketers. Ciò non è assolutamente vero.

Siamo in un’epoca in cui dobbiamo capire che la rinascita del marketing è fondamentale. Non può esserci solo la parte materiale da analizzare, ma ci deve essere molto di più. Una presa di coscienza e una responsabilità più alta.

E quindi mi sono domandato quale ruolo hanno avuto i nostri maestri del marketing. I nostri maestri hanno avuto un ruolo importante del quale dobbiamo ringraziare ed è stato quello di deluderci, oggi.

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I nostri maestri ai quali ci riferiamo, sui quali ci proiettiamo e che consideriamo punti di riferimento per il mestiere che svolgiamo, avevano questo straordinario e fantastico compito, ma noi oggi dobbiamo riuscire, oltre ad avere memoria dei nostri maestri, anche a portare qualcosa non tanto di nuovo, ma qualcosa di importante per tutti.

fine seconda parte.